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Piaggio, i lavoratori e il futuro di Pontedera: una prospettiva unitaria.

26-01-2019 11:57 - Le nostre news
Il governo giallo verde sulle vicende Piaggio cavalca di tutto. Ieri 5S e Lega inneggiavano per il fatto che “Quota 100” avrebbe consentito - il condizionale sarebbe stato d’obbligo - una stabilizzazione dei lavoratori part time. Oggi i 5S mettono le mani avanti, lamentando il fatto che sembra non sarà così per i ridotti volumi produttivi annunciati dall’azienda.

Non entriamo in questo contraddittorio. “Quota 100” ha limiti evidenti, per la pensione che si consegue e oltretutto per i ridotti finanziamenti che sostengono questa misura. E comunque il pensionamento anticipato non può essere una misura di crescita produttiva ed occupazionale. È propagandistico ed illusorio sbandierarlo. E i risultati, positivi o meno, della trattativa si devono non certo all’attuale governo, ma alle iniziative e alle lotte sindacali dei lavoratori.

Pontedera è una città che ha basato sul lavoro la sua stessa esistenza e le amministrazioni e le forze politiche di centrosinistra che l’hanno governata hanno sempre cercato di mettere tale tema al centro della politica. E con le trasformazioni a cui va incontro il mercato mondiale non è stato facile. Molte aziende italiane grandi e piccole sono scomparse. La Piaggio, ridimensionata come il suo indotto, resiste, pur in un quadro di difficoltà e di volumi produttivi ridotti. In un mondo globale è difficile dare un giudizio secco sui processi di internazionalizzazione avviati a suo tempo dall’azienda. Forse, se non ci fossero stati, la Piaggio non ci sarebbe più: non avrebbe avuto la capacità di competere con le altre case produttrici nel mercato europeo e mondiale.

Oggi la Piaggio annuncia volumi produttivi dimensionati al quadro del mercato attuale e anche un impegno rivolto al nostro stabilimento nella prospettiva del contenimento, ma non della riduzione dell’azienda. Nello stesso tempo si registra una crescita di fatturato e una situazione economica finanziaria positiva. Ciò, con le giuste cautele, può e deve consentire un miglioramento delle condizioni di lavoro e delle prospettive.

A Pontedera abbiamo dato impulso con Pont-tech e Pont-lab a strumenti e politiche di innovazione e di trasferimento tecnologico, avvicinando il mondo dell’Università e della ricerca a quello dell’impresa. Noi pensiamo da sempre che il tema del lavoro e delle fabbriche sia costitutivo di questa città e di questo territorio. Ciò che non ci impedisce di essere attenti a tutte le altre forme di lavoro, commercio, servizi, anzi ci incoraggia in questa direzione.

E vogliamo guardare avanti.
Non entriamo nel merito delle trattative e degli accordi sindacali per rispetto delle competenze e delle autonomie. Però vogliamo dire con chiarezza che la flessibilità, quando è eccessiva e prolungata, diventa precariato e il precariato non può essere una dimensione accettabile per i lavoratori e ancor meno per i giovani lavoratori che così vedono la loro stessa vita e il loro futuro minacciati dalla precarietà e dallo sfruttamento. Nemmeno per l’impresa questa può essere una dimensione accettabile, capace di generare crescita. E ciò vale anche per la Piaggio, indotto compreso. Pensiamo cioè che il percorso di stabilizzazione dei lavoratori debba essere realizzato con più coraggio e con tempi più ravvicinati. Un lavoratore non può rimanere flessibilizzato per anni e anni e aspettare ancora anni e anni per aver riconosciuta la possibilità di un lavoro a tempo pieno e determinato.

Nel campo delle politiche del lavoro il PD ha fatto cose giuste e cose sbagliate.
Aver soppresso l’articolo 18, ad esempio, è stato sbagliato, non per la sua reale capacità di opporsi alle crisi del mercato e del lavoro. Proprio alla Piaggio eravamo oltre 10 mila e siamo diventati 3 mila circa, in vigenza dell’articolo 18. Ma esso era efficace contro l’arbitrio padronale e rappresentava un simbolo per i lavoratori. È tempo di dirlo. Per lavoratori ed impresa è più vantaggiosa una politica di riduzione del cuneo fiscale, cioè riduzione del carico fiscale sul lavoro e corrispondente aumento della busta paga.

Anche con queste riflessioni critiche ed autocritiche il PD, il centro sinistra di Pontedera, sta con i lavoratori, al loro fianco e in mezzo a loro, come lo siamo stati davanti alla TMM. Per la crescita del Paese e della nostra Città.

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