07 Settembre 2010
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Un partito di sinistra?

30-10-2009 - News Generiche


riceviamo e pubblichiamo la nota inviata da Luca Chierici già vicesindaco di Pontedera negli anni ´90

Che cos´è un partito di sinistra? Forse è soltanto il "nome" con il quale si rappresenta o si indica? Forse ad avere un peso determinante è il segretario? Oppure, lo sono i programmi? O ancora, tutte e tre le cose insieme!?
Personalmente, credo, che avventurarsi in infinite disquisizioni teoriche o attinenti alle teorie della comunicazione, o ad altro non possa essere che fuorviante.
Quando ho visto le mie lettere non pubblicate ho ritenuto che il giornale, nonostante una informazione più che ampia, rispetto alle primarie, avesse deciso di dar voce anche e piuttosto alle voci critiche. Questa linea non mi è parsa fuori luogo. Anzi.
E´ anche per questo e, dopo aver visto le lettere pubblicate oggi, che ho deciso di scrivere.
Del resto avrei detto più o meno le solite cose anche alla vigilia della chiamata alle urne del PD. Così, non sto anch´io a sottolineare il grande successo di partecipazione a questa prima vera e propria possibilità degli elettori di eleggere il segretario del loro partito; il fatto che anche gli organi di informazione abbiano dato spazio all´evento, così da facilitare l´espressione di cittadini, anche critici, nel far sentire la loro voce e, dunque, i loro "bisogni". Insomma, non possiamo negare che di "qualcosa" di "nuovo" e di "sinistra" si è trattato. Non si è soltanto mobilitato l´"apparato". Io - e "non soltanto io"- che di "apparati" non faccio parte, ho dato i volantini davanti ai cinema, alla fiera di Pontedera ed in altri posti. Non sono mai stato "dalemiano" (pur avendo grande rispetto per le capacità politiche dell´uomo), semmai, dopo averlo incoraggiato, l´ex presidente della Bicamerale, contribuì al naufragio dell´"impresa" di pochi atta a dar vita, con Valdo Spini, ad un gruppo "Laburista" nel nostro Paese.
Come altri non ho mai fatto parte - se non quattordicenne - della Margherita, né del Pci poi Pds; provengo politicamente dall´esperienza liberale socialista, cui aderii pur essendo cattolico.
Dunque, la fiducia a Bersani non ha significato il non tener conto dei grandi spunti politici e programmatici di Franceschini e Marino, ma, piuttosto, nel nuovo segretario ho riconosciuto - come molti altri elettori - una maggiore esperienza e chiarezza. Esse mi hanno spinto a sostenerlo e votarlo. Penso ed ho ritenuto che i grandi temi che a me sono stati sempre a cuore fossero comunque rappresentati: i diritti, i "nuovi" e "storici" gruppi socialmente in difficoltà e/o svantaggiati, il diritto alla salute e al lavoro, all´istruzione, e quanto altro è facilmente intuibile.
Se avesse "vinto" le primarie Franceschini oppure Marino, avrei comunque portato avanti queste istanze, avrei appoggiato le proposte atte a migliorare le disuguaglianze... Certo, non me ne sarei andato sbattendo la porta. Magari dicendo che, Franceschini avrebbe ricostruito uno spezzone della vecchia DC; o, che Marino, certo, avrebbe impostato un programma maggiormente volto ai diritti, ma, con pochi elementi di riferimento alle socialdemocrazie di stampo europeo.
Insomma, credo si capisca che cosa intendo dire. In poche parole, ho veramente molte perplessità quando sento ventilare idee di scissioni o di abbandoni, giustificate col dire che Bersani resusciterà il vecchio Pci, o, che si andrà troppo a sinistra. Ho l´impressione che queste posizioni siano quelle maggiormente legate ai vecchi schemi, a schemi che negli ultimi venti anni hanno impedito si formasse una forza sociale e politica con i riferimenti al lavoro, ai più svantaggiati, volta ad equilibrare i meriti ed i bisogni, i diritti e i doveri nei vari settori... Una forza di questo genere "è di sinistra".
I cittadini, domenica, hanno chiaramente detto che vogliono sia presente un partito, un forte gruppo politico - organizzato "così o cosà" - ma "di sinistra".
Dunque finiamola: diamo ascolto a chi così si è espresso. E, andremo semplicemente dove gli elettori e gli iscritti vorranno si vada. Troppo semplice dar loro voce e poi fare come ci pare. E´ ciò che significa "essere dell´apparato".


Luca Cherici, ex vice sindaco di Pontedera.

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