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12 e 13 Giugno l´invito al voto della Capogruppo PD Lucia Curcio

10-06-2011 16:57 - News Generiche
PERCHE´ VADO A VOTARE E DICO 4 VOLTE SI

In primo luogo vado a votare. Ho sempre risposto alla chiamata al voto da quando ho compiuto 18 anni. Ogni volta cercando di capire le proposte dei partiti e dei candidati nel caso di elezioni politiche o amministrative, o quelle del si e del no nel caso di referendum e alla fine scegliendo in libertà e con coscienza.
Il meccanismo referendario in Italia va cambiato. La semplificazione di un si o un no è poco funzionale a dare una vera risposta alla richiesta di democrazia partecipata dei cittadini, ma tant´è...questo è quello che abbiamo oggi sul tavolo e questo possiamo fare.
Quindi voto e dedicherò questi ultimi giorni a invitare tutti quelli che incontrerò a fare lo stesso, qualunque cosa essi scelgano di votare. Non andare a votare non è un´opzione, è un tatticismo per impedire, attraverso il mancato raggiungimento del quorum, che chi invece vuole esprimersi possa essere ascoltato.
La politica è sempre accusata, anche quando non lo merita, di tatticismi, non siano oggi "tattici" i cittadini per favore!
Voto si a tutti e quattro i quesiti perché, per motivi diversi, tutte e quattro le norme secondo me vanno abrogate.
Indipendentemente dalla campagna fatta sulla questione acqua, la cui proprietà pubblica, almeno da un punto di vista giuridico, non è in realtà messa (né potrebbe esserlo) in discussione da nessuno, il Decreto Ronchi è sbagliato e questa è la posizione del PD da sempre, come mesi fa ribadito anche nel nostro consiglio comunale con una specifica mozione.
Innanzitutto l´art. 23 bis che si propone di abrogare nel primo quesito stabilisce in modo univoco e centralista come e a chi vada affidata la gestione del servizio idrico locale
Questo, di fatto, vuol dire centralizzare a Roma scelte che debbono essere invece lasciate ai territori, alla faccia del federalismo e dell´autonomismo!
L´Italia è enorme ed ogni realtà ha le sue peculiarità. Non voglio che decidano a Roma come e a chi in Toscana o in Sicilia o in Piemonte le comunità locali debbano affidare la gestione del proprio servizio idrico.
Inoltre la norma stabilisce che DI REGOLA la gestione deve essere affidata a mezzo gara a privati o a soggetti misti in cui però il privato abbia ALMENO il 40% delle quote. Questo vuol dire OBBLIGARE gli enti pubblici a svendere tutti insieme (con un´impennata di offerta sul mercato) quote di partecipazione delle proprie società di gestione del servizio idrico integrato. Questo di fatto apre ad una "corsa all´affare" di tutti i soggetti interessati con buona pace della tutela dell´interesse dei cittadini.
La querelle privato si privato no a prescindere da contesti e peculiarità dei territori è per me sbagliata. Quello che voglio mi sia garantito è che il diritto sacrosanto all´accesso all´acqua, allo smaltimento dei reflui ed alla depurazione sia sotto un reale e sano governo pubblico e che nuove siano le modalità di questo governo, migliorative rispetto a quanto finora fatto e che siano trasparenti, condivise e controllabili dai cittadini.
Quanto al secondo quesito sull´acqua quello che a me non sta bene è che i cittadini debbano pagare a chi investe (privato o pubblico che sia) il 7% di remunerazione GARANTITA, a prescindere da cosa, come e con che risultati l´azione imprenditoriale si sia svolta, con buona pace del rischio di impresa. Sono certa che quegli stessi manager delle aziende (private o pubbliche) che oggi si oppongono ai referendum sapranno aiutarci dopo il referendum a costruire meccanismi di recupero degli investimenti da realizzare e di giusti margini di profitto da reinvestire nella attività che siano realmente rispondenti a logiche nuove di collaborazione reciproca e rispetto della collettività e dei bisogni dei cittadini.
Il PD ha da mesi depositato una propria proposta di legge sul servizio idrico che va nella direzione che io auspico e il si al referendum aiuterà il sistema (perché lo obbligherà stressandolo) a mettere mano finalmente ad una nuova norma quadro sui servizi pubblici locali che, senza né cricche né ideologie, ci aiuti tutti a vivere meglio.
Sul nucleare io voto si non perché sono EMOTIVA ma perché NON VOGLIO ESSERE PRESA IN GIRO! Da anni nessun privato nel mondo costruisce una centrale nucleare senza i soldi dello stato, perché non è né conveniente né utile come vogliono farci credere! Il nucleare di terza generazione che il governo Berlusconi vuole comprare dalla Francia è una tecnologia vecchia, costosa, non ci da autosufficienza e indipendenza perché noi non abbiamo uranio (e tra qualche anno non lo avrà più nessuno nel mondo), ci espone a rischi di black out (se salta una centrale salta il servizio in aree enormi del paese, se salta un singolo impianto fotovoltaico o eolico o altro per le sue dimensioni sempre contenute salta il servizio per solo una piccola frazione di utenti), non da nessuna svolta al problema occupazione e lascia irrisolti i giganteschi punti interrogativi della localizzazione sicura, delle scorie radioattive e della sicurezza per la popolazione attuale e futura.
Anziché esporre a rischio le comunità presenti e future e fare la sciocchezza di iniziare ora a costruire centrali che sarebbero pronte tra anni e già obsolete, oltre che insicure, al momento della loro trionfale inaugurazione e che cmq ci lascerebbero schiavi del petrolio ancora tanto a lungo, facciamo finalmente un vero piano energetico nazionale, investiamo nella ricerca e innovazione, sosteniamo le energie alternative (sole, mare, acqua e vento non ci lasceranno mai a piedi!) e incentiviamo le migliaia di imprese e lavoratori che nella green economy stanno lavorando a migliorare l´efficienza degli impianti e la sostenibilità del nostro sviluppo.
Noi siamo il Partito Democratico, noi vogliamo un modello di sviluppo sostenibile sia socialmente che ambientalmente che economicamente, Berlusconi e i suoi non ci facciano perdere tempo con scelte sbagliate e pericolose per inseguire modelli di sviluppo che la storia ci ha già consegnato come fallimentari o per favorire cricche ed affaristi, fateci lavorare per costruire un mondo migliore.
E infine voto si al quesito sul legittimo impedimento. Se io sono accusata di un reato comune e un Magistrato della Repubblica ritiene le prove tali da rinviarmi a giudizio io vado in processo e mi difendo. Voglio che il Presidente del Consiglio ed i suoi ministri facciano lo stesso. Semplicemente. La legge è uguale per tutti.
Se ritengo che il magistrato abbia intenti persecutori mi rivolgo agli organi di controllo AUTONOMI della magistratura e non metto il paese alla gogna internazionale invocando la dittatura dei magistrati di sinistra.
Il nostro assetto costituzionale prevede che il Governi governi, la magistratura amministri giustizia, il Parlamento, eletto dai cittadini, faccia le leggi e che tutti quelli che si trovano sul territorio dello Stato le rispettino e se sono sospettati di non averle rispettate abbiano un giusto processo e siano assolti o condannati. Anche questo semplicemente.
Insomma 4 volte si, perché io sono riformista, democratica e pronta a lavorare per cercare nuove soluzioni. Abroghiamo queste norme e la mattina dopo tutti al lavoro perché, senza posizioni preconcette e con mente aperta alla vera innovazione, vi siano nuove norme, migliori e più capaci di corrispondere ai veri bisogni di tutti noi cittadini.

Lucia Curcio

Partito Democratico Pontedera
Via Leopardi 13 - 56025 Pontedera (Pisa)
P.I.
Tel. 0587 213196